Clement Lefebvre ha recentemente annunciato il codename Maya per il prossimo Linux Mint 13, la nuova release basata su Ubuntu 12.04 che sarà rilasciata il prossimo mese.
Il nome Maya non ha niente a che vedere con il famoso calendario che indicherebbe la fine del mondo il 21/12/2012, ma sarebbe una relazione con la famiglia del patron di Linux Mint. Linux Mint 13 Maya dovrebbe essere rilasciata con due ambienti desktop predefiniti: Cinnamon e MATE; il primo sarà di default mentre il secondo sarà opzionale ed integrato nella versione DVD come la versione precedente.
A maggio quindi, verrà rilasciata la nuova Linux Mint 13 Maya anch’essa LTS, ossia supportata ben cinque anni e che punterà molto sul nuovo ambiente desktop Cinnamon, basato sul nuovo Gnome 3.4 appena approdato nei repository ufficiali di Ubuntu 12.04 LTS. Continua a leggere
Maya il codename di Linux Mint 13 ed arrivano due partnerships: CompuLab e Yahoo
Microsoft Office è davvero migliore di LibreOffice?
Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una guida su come installare Microsoft Office su Ubuntu attraverso Wine, che ha scatenato diversi commenti a riguardo dell’effettiva necessità di installare un software proprietario al posto dei software liberi presenti nelle nostre distribuzioni Linux.
Linux offre diversi software per l’ufficio, il più famoso e di default nelle principali distribuzioni è LibreOffice. Inoltre troviamo anche il nuovo Calligra, specifico per ambienti desktop KDE appena approdato alla versione stabile, gli ottimi Abiword e Gnumeric ed il buon vecchio OpenOffice ormai abbandonato da molti utenti. In questo caso però vorrei parlare di LibreOffice visto che è la suite più conosciuta e considerata la migliore alternativa open a Microsoft Office. Inoltre, possiamo utilizzare suite per l’ufficio gratuite via web: la più famosa è sicuramente Google Docs ed inoltre la stessa Microsoft offre una versione online (con meno funzionalità) di Office ed anch’essa gratuita. Continua a leggere
Il fascino del Pinguino
Provate adesso ad immaginare di poter avere contemporaneamente un automobile a benzina e una ad acqua. Continuereste a usare quella a benzina? Io credo proprio di no. Ebbene, scegliere un sistema operativo Windows non è come guidare una macchina a benzina?
Il sistema operativo Windows della Microsoft rimane il più usato in Italia e in Europa, le uniche eccezioni sono la Francia, l’Olanda e la Svezia dove il sistema operativo libero GNU/Linux ha battuto anche il Macintosh.
Linux offre al suo pubblico un programma completo, migliore e anche gratis.
Inoltre dobbiamo contare tutti i computer che dopo due anni vengono mandati al macero e quindi necessariamente ricomprati, sia nelle scuole che Linux sta distruggendo il monopolio dell’informatica costruito da Bill Gates negli ultimi sedici anni. In questi ultimi sedici anni l’Italia è stata abbindolata. Nel nostro paese più del 75% delle scuole utilizza software proprietari e addirittura più dell’80% degli uffici pubblici. In questo periodo di recessione globale, il Governo italiano spende una barca di soldi per le licenze windows nelle scuole pubbliche. E quando nel 2013 queste licenze dovranno necessariamente scadere cosa farà l’Italia? Dove troverà i soldi per pagare?
negli uffici. Dopo due anni di un computer si dovrebbe buttare solo il sistema operativo.
L’Italia dovrebbe fare una scelta. In questa scelta deve essere per forza con e per Linux, e necessariamente contro i sistemi spazzatura di Windows.
Smart education & technology days
Il 28 e 29 marzo Città della Scienza ospiterà “Smart education & technology days – Educazione & Tecnologie”, un nuovo appuntamento annuale dedicato alle nuove tecnologie e ai contenuti digitali per la didattica.
Anche LUG Manzoni parteciperà il 28 e il 29 marzo! Vi aspettiamo numerosi!
Browser per Linux a confronto: Chrome, Firefox e Opera
Così come abbiamo messo a confronto i browser per Windows, piazziamo sul circuito di gara anche quelli per Linux, spinti tanto dalla curiosità quanto da richieste dei lettori, espresse nei commenti in calce a tanti dei nostri articoli. La piattaforma di prova è la stessa, ma il sistema operativo questa volta è Ubuntu 10.04 LTS (Lucid Lynx). I browser testati invece saranno meno: in questo caso sul banco di prova finiscono solo Google Chrome, Mozilla Firefox e Opera, cioè i tre più importanti browser multipiattaforma. Continua a leggere
GNU/Linux è immune dai virus? Si! Ecco 8 buoni motivi…
Se nel tuo computer succedono cose “strane” come lo spegnersi del PC, se appaiono nuove finestre senza che tu le abbia aperte, se il tuoprocessore lavora al massimo delle sue potenzialità utilizzando poche applicazioni o se succedono altre “diavolerie” e non ne capisci il motivo, sicuramente il tuo PC è infettato da virus e sicuramente (o nella stragande maggiornaza dei casi) starai usando un sistema operativo Microsoft Windows. Linux difficilmente contrae dei virus. Questo non significa che sia impossibile, ma Linux fa in modo che questo accada molto difficilmente. Continua a leggere
LINUX E L’OPENSOURCE… A SCUOLA!
In questa discussione sull’informatica nella scuola non vogliamo spiegare come fare didattica con strumenti quali la lavagna interattiva multimediale, il netbook o gli e-book reader; interessa piuttosto fornire uno spunto di discussione, stimolare riflessioni per un utilizzo non banale della tecnologia. Pensiamo che non sia sufficiente, meno che mai nella scuola, essere dei semplici consumatori acritici di prodotti tecnologici, o trasportare a piè pari nel mezzo elettronico metodologie di lavoro tradizionali. A parte il dubbio, più che legittimo data l’attuale politica governativa di riduzione della spesa per l’istruzione, su dove e come sia possibile reperire le risorse finanziarie per affrontare investimenti così importanti, è anche lecito domandarsi quali siano i vantaggi per la didattica, le famiglie e gli allievi di queste iniziative. Uno tra gli argomenti avanzati a favore dell’iniziativa sostiene che le famiglie beneficerebbero di un notevole risparmio economico, poiché eviterebbero di spendere ogni anno per i nuovi testi cifre comparabili a quella del costo di acquisto del PC, la cui spesa viene invece sopportata “una tantum”. A questa osservazione è possibile obiettare che tale risparmio può essere ottenuto semplicemente adottando libri di testo utilizzabili per più anni, e magari unitamente mettendo anche a disposizione degli allievi documentazione elaborata dagli stessi insegnanti, in forma di dispense messe a disposizione degli studenti. Queste potranno essere raccolte tradizionalmente o distribuite su CD o, per i più fortunati, consultabili e scaricabili dal sito internet della scuola stessa. L’acquisto di un aggeggio elettronico da mettere in borsa non è strettamente indispensabile, se l’obiettivo è risparmiare sul “peso” dei libri, sul portafoglio o in cartella che sia. Questo spunto ci conduce ad una riflessione più importante, sui contenuti stessi da impiegare nella didattica: che cosa utilizziamo al posto del libro di testo cartaceo per fare lezione e per studiare? Documentazione prodotta sistematicamente dagli insegnanti o semplicemente link e “copiaincolla” di materiale in Rete? Oppure gli stessi libri di testo tradizionali, ma in formato digitale? Il materiale didattico è già memorizzato nel pc che viene consegnato allo studente? Si è a conoscenza delle possibili restrizioni sull’uso e sulla diffusione della documentazione disponibile su Internet? Gli studenti possono partecipare attivamente alla realizzazione del materiale didattico? L’impiego della tecnologia informatica non ha molto da dire se fine a sé stesso, è necessario rendersi conto che tramite esso è possibile accedere all’informazione culturale, crearla e scambiarla in modo totalmente diverso rispetto tradizionali canali di trasmissione delle informazioni. Non è più solo “calata dall’alto”, trasmessa da una unica fonte ufficiale agli allievi che possono solo stare in ascolto e assorbirla passivamente, ma può provenire da diverse fonti, essere oggetto di elaborazione e di scambio tra molti soggetti. Ed è questo il caso di Matematica C3 un testo di matematica scritto dal docente presso il liceo Scientifico “Banzi” di Lecce, Antonio Bernardo. Il testo è scritto sotto licenza Creative Commons il che significa che chiunque può scaricare, modificare, ristampare il libro in modo del tutto gratuito e legale. Questo permetterebbe agli studenti e ai docenti di avere un rapporto più diretto in quanto entrambi sarebbero partecipi alla stesura del libro di testo: ciò li coinvolgerebbe alla creazione e alla realizzazione del materiale didattico di cui parlavamo poco sopra. Questo ad oggi purtroppo è l’unico esempio di libro di testo per le scuole medie superiori Open Source in Italia, cosa invece diversa è la situazione ad esempi negli Stati Uniti dove è già pratica diffusa, sia nelle High School ma ancora maggiormente nei College. La scuola è il luogo di creazione e diffusione del pensiero, della conoscenza, della informazione; l’informatica (INFORmazione autoMATICA) è la scienza che studia il trattamento automatico dell’informazione, e la sua applicazione pratica è la tecnologia informatica, i computer e i software che elaborano queste informazioni. Ecco perchè il tema fondamentale di questa riflessione non è la macchina, ma “l’anima”, il pensiero. Non è quindi importante quale strumento innovativo utilizzeremo ma come potremo sfruttare questa innovazione che ci è data dall’informatica. L’anima a cui abbiamo accennato in precedenza è il centro della rivoluzione informatica, un cambiamento che, rispetto alla precedente rivoluzione industriale, ha prodotto nella società trasformazioni ancora più rapide e profonde. I computer e i microprocessori che ne costituiscono il “cervello” sono i protagonisti di questa rivoluzione. Questo hardware è però, solo ferramenta e materia inanimata; funziona e ha valore solo in quanto include informazione e intelligenza espressa in forma di software. La dimensione e l’impatto economico delle attività di produzione di questa intelligenza sono enormi, ed il loro possesso e controllo è molto più importante della proprietà dei beni materiali in cui si trova inclusa. Esistono sostanzialmente due modi di affrontare il problema del controllo del codice: il modello del software proprietario, chiuso ed inaccessibile, basato sul principio di esclusione e con una forte limitazione al diritto di accesso alla informazione, e quello del software libero ed aperto, basato sul principio di condivisione e libertà di accesso e circolazione dell’informazione. Oltre al già citato software OpenSource esiste anche l’hardware libero. Un esempio è il nostro connazionale Arduino, una piattaforma di prototipazione rapida completamente libera sviluppata ad Ivrea da Massimiliano Banzi e il suo team. Libera significa che le informazioni relative l’hardware, gli schemi ed i progetti sono disponibili per tutti gratuitamente; chiunque può crearsi la propria scheda clone di Arduino modificandone le componenti e le caratteristiche per i propri scopi. Lo sviluppo di questa filosofia ha portato alla realizzazione di moltissime schede Arduino compatibili e una documentazione sul web, sia ufficiale sia amatoriale, enorme. L’attuazione pratica di queste due opposte visioni è realizzata tramite il meccanismo della licenza. Una licenza software è sostanzialmente una dichiarazione in cui l’autore del codice, detentore dei diritti legali su di esso, ne definisce le condizioni di utilizzo, concedendo o negando determinati poteri. Un software viene pertanto definito chiuso quando è rilasciato con una licenza che tende a limitare gli ambiti di utilizzo, la possibilità di analizzarlo e modificarlo (viene rilasciato l’eseguibile ma non il codice sorgente), la libera circolazione di copie digitali; per contro è aperto o libero quando la licenza rimuove questi vincoli e promuove le libertà di utilizzo, studio, modifica e circolazione. Presupposto per l’esercizio di queste libertà è il rilascio anche del codice sorgente oltre che dell’eseguibile. Per cercare di chiarire meglio il concetto di software libero/chiuso e di licenza si può prendere come esempio il testo di cui abbiamo parlato prima, Matematica C3, il quale viene rilasciato sotto licenza Creative Commons: questa nella sua versione “standard” permette l’utilizzo dell’opera per fini commerciali al contrario della versione utilizzata in questo caso.
Quindi, chiunque è libero:
- di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera
- di modificare quest’opera
Alle seguenti condizioni:
- Attribuzione — Si deve attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore.
- Non commerciale — Non si può usare quest’opera per fini commerciali.
- Condividi allo stesso modo — Se si altera o trasforma quest’opera, o se la si usa per crearne un’altra, si può distribuire l’opera risultante solo con una licenza identica o equivalente a questa.
Un fatto interessante è che, a differenza di quella che solitamente è l’idea comune, il primo tipo di software ad affermarsi non è quello proprietario ma quello libero, Open Source che verrà poi sostituito da quello chiuso solamente nel momento in cui questo passò dalle università e dai laboratori di ricerca alle aziende e all’utilizzo domestico. L’idea di potere scambiare, copiare e manipolare liberamente i programmi è del tutto ovvia e naturale negli ambienti accademici, dove la circolazione del sapere è condizione indispensabile della ricerca e del progresso scientifico: non è pensabile uno sviluppo della conoscenza che non presupponga e non faccia proprie le conoscenze che altri in precedenza hanno già raggiunto. Se la missione della scuola è la diffusione e la creazione di conoscenza “stratificata”, risultato via via dell’accumulazione di nuovi saperi, allora possiamo pensare al software utilizzato nell’insegnamento delle nuove tecnologie (o con le nuove tecnologie) come ad un libro di testo, ed il software libero, per la sua natura stessa, ha molte ragioni che depongono a favore della sua adozione come “libro di testo”:
- permette la circolazione delle conoscenze, perchè può essere legalmente copiato e diffuso sia dall’insegnante che dall’allievo;
- promuove la libertà di insegnamento, perchè permette all’insegnante di scegliere la soluzione ed il fornitore più adatto alle esigenze della didattica ed al proprio livello di conoscenza;
- è rispettoso della libertà di opinione, perchè consente all’insegnante di essere soggetto della creazione di cultura;
- stimola il confronto e la critica, perchè dimostra che esistono alternative ai software propagandati come unici o dominanti;
- educa alla legalità e al rispetto delle licenze; non si deve ricorrere alla copia illegale e alla pirateria informatica per ottenere e usare i programmi;
- educa alla sperimentazione e alla analisi, perchè il codice sorgente può essere studiato e modificato;
- permette una maggiore consapevolezza del funzionamento del software;
- svincola dalla dipendenza da un sola azienda fornitrice ed elimina il rischio che gli insegnanti si trasformino in involontari “promotori commerciali” della stessa;
- consente di attingere ad una enorme quantità di documentazione disponibile in Rete e di ottenere collaborazione da parte delle locali associazioni di promozione del software libero;
- favorisce l’uso di formati documentali aperti e universali, in contrapposizione ai formati chiusi e proprietari; l’accesso all’informazione deve essere garantito a tutti e non solamente a chi utilizza un determinato software;
- l’utilizzo di software libero invoglia l’utilizzo di software libero.
- ultimo, ma non meno importante, la maggior parte del software libero fornisce le stesse funzioni del software chiuso e spesso per facilitare il passaggio dall’uno all’altro anche l’interfaccia utente è resa simile.
La causa del perchè il software proprietario sia così diffuso ed utilizzato può essere ricercata in alcune scelte politiche, come ad esempio: “Nel settembre del 2009 il Ministero dell’Università e della Ricerca e quello per l’Innovazione, nell’ambito delle iniziative del Governo per la innovazione digitale nella scuola e per favorire la diffusione tra gli studenti della conoscenza e dell’utilizzo degli strumenti informatici, hanno sottoscritto con la Microsoft un “protocollo di intesa” che, se pure non prevede il sostenimento di costi per l’acquisto di licenze proprietarie, impegna i sottoscrittori a collaborare con l’azienda nella ricerca di clienti e a pubblicizzare le attività che saranno svolte. ASSOLI (Associazione per il Software Libero), decideva di intervenire e richiedere la modifica del protocollo.” Non serve molta immaginazione per osservare che iniziative di questo tipo possono facilmente tradursi in pubblicità gratuita e, in prospettiva, in dipendenza dai prodotti di un unico fornitore. La libertà si conquista, non viene regalata da nessuno; i docenti possono riflettere sul proprio ruolo e decidere se vogliono esercitare il diritto di scegliere il metodo didattico più consono alle proprie esigenze e caratteristiche. Questo può anche voler dire non accettare acriticamente ciò che viene calato dall’alto, non adeguarsi supinamente al pensiero della maggioranza o alla sicurezza e facilità delle cose già note e sperimentate; chi decide di insegnare il e con il software libero può trovarsi ad operare nello scetticismo generale e a dover superare anche difficoltà tecniche, ma sicuramente trasforma le proprie lezioni in scuola di libertà. Alla fine non è proprio questo uno dei fini ultimi della scuola? Non tanto passare quante più nozioni possibili allo studente ma permettergli di capire come sfruttare questa conoscenza e il software libero a questo offre un modo nuovo e innovativo che permetterà in un futuro in cui la tecnologia è sempre più presente che la libertà rimanga un fine raggiungibile a tutti.
Starker
Eagle1753
Links Utili:
[ Descrizione delle licenze ]
Creative Commons, http://www.creativecommons.it/Licenze
[ Sito ufficiale del Linux Day Torino ]
Linux Day Torino, http://www.linuxdaytorino.org
[ Sito del progetto Matematica C3 ]
Matematica C3, http://www.matematicamente.it/manuale_matematica
[ Creatore del progetto GNU e fondatore della Free Software Foundation ]
Stallman Blog, http://www.stallman.org/
[ Valida alternativa OpenSource alla lavagna multimediale ]
WiiLD, http://www.wiild.it/
[ Progetto Hardware di Prototipazione Economico e OpenSource ]
Arduino, http://www.arduino.cc/
Documento tratto da: “Tecnologie a Scuola” di Marco
Dorigo – Officina Informatica Libera
Documento redatto in occasione del Linux Day Torino 2011
Documento rilasciato sotto licenza Commons
Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.5 Italy.
Per leggere una copia della licenza visita il sito web
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4Linux, Erlang Solutions and Linux Professional Institute Join The Linux Foundation
SAN FRANCISCO, 25 gennaio 2012 – La Linux Foundation, l’organizzazione no-profit dedicata ad accelerare la crescita di Linux, ha annunciato oggi che tre società stanno unendo l’organizzazione: 4Linux, Solutions Erlang e Linux Professional Institute (LPI). Continua a leggere
Ubuntu 12.04: Canonical si concentra sul risparmio energetico
Dopo aver presentato ufficialmente HUD, il nuovo modo di concepire i menu secondo Mark Shuttleworth, Canonical sta lavorando senza sosta sull’ottimizzazione della prossima versione LTS di Ubuntu, la 12.04, anche conosciuta come Precise Pangolin. La distro farà il suo debutto ufficiale entro la fine del prossimo mese di aprile e tra le tante novità che verranno introdotte dovrebbero esserci anche dei sensibili miglioramenti alla gestione energetica. Continua a leggere
Fiducia a Linux da parte delle aziende
Le aziende preferiscono Linux: è il risultato di un sondaggio effettuato da The Linux Foundation tra quasi duemila professionisti (1.900), impiegati in società che hanno oltre 500 dipendenti e ricavi che superano i 500 milioni di dollari. L’indagine riguardava il ruolo dei sistemi operativi nel 2012: ebbene ben l’80% degli intervistati ha puntato su un aumento dell’utilizzo di Linux nelle aziende. Continua a leggere
